Ieri sera sono andato a vedere Così fan tutte al teatro Ponchielli qui a Cremona e sono rimasto molto perplesso per diversi motivi:
1) Le voci.... voci giovani, d'accordo. Bisogna incoraggiare e dare fiducia, d'accordo. Ma dov'erano? Il Ponchielli è un teatro piccolo, con una buona acustica ma io, dalla mia bella poltroncina al centro della platea non è che abbia sentito molto... voci fragili, deboli, che scomparivano quando suonavano più di tre strumenti dell'orchestra contemporaneamente. L'unica voce che salvo è quella di Despina ( Giuseppina Bridelli) deboluccia anche la sua, ma almeno con un buon colore timbrico.
I maschietti (Guglielmo Gezim Myshketa, Ferrando Emanuele D’Aguanno, Don Alfonso Omar Montanari) deboli in tutti i registri tranne in quello grave. Lì erano al limite dell'udibilità...
Le donzelle (Fiordiligi Diana Mian, Dorebella Alessia Nadin) idem con patate anche se negli acuti venivano prese da un raptus di isteria... C'è da dire, però, che erano tutte molto belle, fattore inutile per quanto riguarda l'esecuzione ma piacevole a vedersi.
2) Il pubblico... pro: teatro pieno e (udite udite) più della metà aveva meno di 150 anni. Sono sorpreso di aver visto così tanti giovani, davvero. Addirittura c'erano diverse comitive di adolescenti, tutti insieme appassionatamente all'opera. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Contro: non credo sinceramente sia direttamente collegato con quanto appena scritto ma sembrava di essere al cinema a vedere un film di Boldi - De sica. Ogni volta che dopo un'aria non attaccava immediatamente il fortepiano giù con applausi a scena aperta. Scusate, ma l'applauso a scena aperta non era un riconoscimento (raro) a una esecuzione particolarmente ben riuscita? O la sala era piena di mosche e zanzare o il concetto di "applauso a scena aperta" è cambiato molto negli ultimi anni, almeno a Cremona...
3)Il pubblico... (2) ho capito che Così fan tutte è un dramma giocoso, ma... anche dramma. Risate a non finire fino a una grassa risata che non mi è per niente andata giù. I due innamorati, travestiti, cercano di conquistare le fanciulle quando Guglielmo, in un impeto di romanticismo e poesia, si tira su la manica della camicia e con una bella rincorsa dà una sonora pacca sul sedere alla compiacente Dorabella. Ora, la pacca sul sedere ci può anche stare, ma non mi è piaciuto il modo, il gesto (allusivo) di smanicarsi, sembrava volesse farle un esame rettale... Come minimo di dubbio gusto...
4) Molto buona l'orchestra, l'unica nota positiva della serata. Complimenti al giovane Diego Fasolis.
"Fortunato l'uom che prende ogni cosa pel buon verso" conclude l'opera... ahimè devo dire che oggi non mi sento per niente fortunato...
